Un anno da dedicare agli studi ebraici in Israele
Giovani nel mondo
Un anno da dedicare agli studi ebraici in Israele
Miriam è partita dopo aver finito gli esami all’Universtà, prima di discutere la tesi; Maya invece lo ha fatto subito dopo il liceo, come la maggior parte dei giovani ebrei americani ed europei per i quali è una consuetudine diffusa. Stiamo parlando dell’esperienza di vivere un anno in Israele per studiare materie ebraiche, perfezionare la lingua ma soprattutto affrontare Ghemarà, Mishnà, Chumash ad un livello universitario.
In Italia non sono tanti i ragazzi che dedicano un anno a questo tipo di studio. “Alcuni vanno in Israele per la mechinà, anche se poi non hanno intenzione di fare l’Università in Israele”, dice Miriam, “oppure vanno con i movimenti giovanili. Ma l’esperienza di studiare i testi della nostra tradizione è diversa e le opportunità sono molte”. Miriam Camerini e Maya Zippel raccontano di come dopo la scuola ebraica abbiano approfondito gli studi, l’una alla scuola Pardes, l’altra alla Midreshet Lindenbaum, a Gerusalemme. “La nostra preparazione di base, ricevuta alla scuola ebraica, si è rivelata più che adeguata a proseguire gli studi ebraici, per non parlare della preparazione di cultura generale, soprattutto a confronto dei ragazzi americani”. Maya aveva 18 anni e studiare a Gerusalemme, in un ambiente protetto come la Midreshet Lindenbaum le è servito per crescere, maturare e affrontare con serenità gli anni di università all’estero, in Inghilterra, dove si è laureata in linguistica; “Senza l’esperienza in Israele”, dice, “non sarebbe stato facile adattarmi”.
Le possibilità sono davvero molte, dalle scuole separate per ragazzi e ragazze, come la Midreshet Lindenbaum (“molto religiosa, ma in senso moderno; c’è un programma per ragazze americane e straniere, e uno per le israeliane; si studia Ghemarà, cosa che non succede in tutte le scuole per ragazze”), o la Pardes, dove maschi e femmine studiano insieme. “Io ho preferito completare prima gli esami all’università in Italia”, dice Miriam, che ha raccontato la sua esperienza anche in un intervento su Mosaico (Aria di Gerusalemme), “per affrontare questo periodo con maggiore maturità e non ne sono pentita. Pardes è stata un’esperienza straordinaria, una scuola religiosa con una totale apertura mentale e un grande rispetto per tutti. Sono tornata in Italia per laurearmi e poi di nuovo in Israele per studiare teatro a Gerusalemme”.
Paradossalmente, l’impatto con la realtà laica in Israele è stato più problematico. “Mi hanno chiesto dopo cinque minuti di colloquio che cosa volessi fare, io shomer mitzvot, in una scuola di teatro laica, perché non preferissi studiare per insegnare teatro in una scuola religiosa. Io ho risposto che voglio fare la regista, non l’insegnante. Poi in un teatro di Gerusalemme non mi hanno voluta assumere come maschera perché non sono disponibile a lavorare di shabbat; al Piccolo Teatro di Milano non mi hanno mai fatto problemi”.
Maya e Miriam consigliano di dedicare un anno agli studi ebraici in Israele: “Sarebbe importante che la Scuola della Comunità ebraica di Milano orientasse gli studenti del IV anno delle superiori verso questa scelta, presentando le molte opportunità per tempo, in modo da poter fare una valutazione consapevole. I giovani milanesi scoprirebbero che c’è tutto un mondo ebraico da esplorare e tanti loro coetanei da conoscere”.
Per maggiori informazioni, visitate il sito Pardes e quello della Midreshet Lindenbaum
E. M.
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